Qual è il progetto del "Grande Israele" di cui parla oggi il presidente del Qatar? Il termine "Grande Israele" (in ebraico: Eretz Yisrael HaShlema, che significa "la Terra d'Israele completa") si riferisce a vari concetti di confini territoriali israeliani espansi, attingendo sia a fonti bibliche che a interpretazioni politiche/ideologiche moderne. Non è un "progetto" unico e unificato con un piano ufficiale del governo, ma piuttosto un'idea che è apparsa in forme diverse nel tempo, spaziando dalla fede religiosa alla politica nazionalista, e spesso evocata nei dibattiti sull'espansionismo israeliano. Origini bibliche La versione più espansiva proviene direttamente dalla Bibbia ebraica (Tanakh/Antico Testamento). L'interpretazione più ampia si basa su Genesi 15:18-21, dove Dio promette ad Abramo e ai suoi discendenti una terra "dal fiume d'Egitto [spesso interpretato come il Nilo] al grande fiume, il fiume Eufrate." Questo teoricamente comprenderebbe parti (o tutto) dell'attuale: Israele Territori palestinesi (Cisgiordania e Gaza) Giordania Libano Siria Porzioni dell'Iraq Parti dell'Egitto Anche piccole aree dell'Arabia Saudita o della Turchia (a seconda dell'interpretazione esatta) Altri passaggi biblici (ad es., in Deuteronomio, Esodo, Giosuè o Ezechiele) descrivono confini più ristretti, a volte limitati all'incirca all'area dal Mediterraneo al fiume Giordano, o leggermente oltre (includendo parti dell'attuale Libano, Giordania e Siria sotto antichi regni israeliti come quelli di Davide e Salomone). Questi sono testi religiosi antichi che descrivono promesse divine o regni storici, non piani politici moderni. Diverse tradizioni ebraiche e studiosi hanno a lungo dibattuto il loro significato letterale rispetto a quello simbolico, e i confini variano tra i passaggi.